Oggi più che mai, visto il montare artificioso di molte polemiche inutili e sterili proveniente da altri siti è stato
necessario inserire questo commento esplicativo a cui seguiranno alcuni articoli per far capire la trasformazione a cui è e va incontro, da tempo, la nostra associazione e la tipologia dei nostri associati che godono di un’ampia libertà di movimento sia ideativo che propositivo sempre però in rispetto dei nostri principi statutari a differenza di altre strutture a carattere piramidale.
Strutture organizzative. Il tema, che sembra assolutamente distante dai nostri obiettivi (Affido Condiviso, tutela dei figli nelle separazioni) e' invece assolutamente pregnante se si considera il peculiare panorama dell'associazionismo dei padri e dei genitori separati in Italia.
In realtà, il vero problema sembra essere la differenza fra i vari tipi di associazioni.
Dal nostro punto di vista, esistono sostanzialmente due epistemologie organizzative.
La prima ipotizza l'associazione di genitori separati come una struttura di verticistica, nella quale un capo, o un soggetto ispiratore, indica modi e finalità organizzative e fa sì che altri collaborino con lui alla realizzazione dei progetti, ma senza dare loro la possibilità di muoversi in modo indipendente: “Tutto viene impartito dall’alto”.
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L'altro tipo di struttura – più faticosa in quanto dietro ha una vera organizzazione con notevoli adempimenti amministrativi, che alla lunga però risulta essere “vincente”, perché in grado di accumulare più know how e redistribuirlo meglio -
è l'organizzazione a rete, nella quale le posizioni e i ruoli non sono ripartiti in virtù di gerarchie destinate al controllo( organizzazione NON verticistica e né piramidale), ma fra “gangli” egualmente rappresentativi ma specializzati in compiti diversi. In pratica il genitore collabora per propria specifica competenza. 
E' probabile che il primo tipo di struttura sia più efficace nell’immediato a dare visibilità alle proprie operazioni e a renderle immediatamente concrete e ad esaltare gli animi
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, ma poi alquanto effimere, ed è probabile che non riesca mai a sviluppare un know how che vada oltre le conoscenze di chi la dirige, e che non possa apprendere dai propri errori (non e' una “self learning organization”), che fatalmente tenderà ad attribuire a soggetti a lei esterni (in genere, si colpevolizzano solo presunti nemici o associazioni, la sorte avversa, un eventuale “sistema” di persone e regole che ostacola e non aiuta le iniziative dell'associazione “verticalizzata”).
La struttura a rete e' invece quella più in grado di accumulare know out, e nel tempo di utilizzarlo, perché si fonda sulla presenza di “nodi”, o gangli vitali

(che possono essere soggetti o sottostrutture organizzative), che si ripartiscono il lavoro e sono in grado di autogestirsi anche in assenza di un potere centrale, ed è su questo modello che da tre anni stiamo lavorando alacremente.
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Strutture associative di questo genere presuppongono una certa disponibilità alla discussione, all’amicizia e alla fiducia reciproca, devono aver chiaro che il proprio obiettivo e' una “mission” condivisa da tutti i partecipanti, e che non vi sono competizioni da porre in atto per primeggiare l'uno sull'altro e viceversa.
Il proliferare della costellazione delle associazioni di genitori separati è il sintomo di una confusione epistemologica sulla natura del movimento, che non riesce a percepirsi come struttura a rete, neurale, perché molto probabilmente ad alcuni livelli si ipotizza o si percepisce la singola associazione come una “famiglia” il cui capo famiglia (che in questo senso può essere un soggetto che attraverso questo ruolo tenta di elaborare il lutto della perdita del proprio ruolo di “pater familiae”) non può spartire il proprio ruolo con altri (e dunque confonde se stesso con tutto il movimento).
Per facilitare un dibattito sulla necessità di andare verso un modello di struttura a rete, nella quale i singoli nodi presenti (che possono essere individui, ma anche gruppi o intere associazioni) siano differenziati per competenze e non per gerarchia, provvederemo dunque a mettere on line con il contributo del dott. Gaetano Giordano una serie di articoli sulle organizzazioni a rete.
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Ci proponiamo una volta definito il progetto di indire una Convention di tutte le associazioni per massimizzare la “rete solidale”e per far meglio comprendere come funziona una struttura a rete allo scopo di massimizzare i nostri sforzi per il cambiamento culturale della nostra società nella separazione e affido dei figli minori.
