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06 Ottobre, 2008 Ora esatta 16:13:36

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Autore Topic: Il 2 luglio protesterò davanti al Tr Civile di Taranto " ARRESTATEMI "  (Letto 1246 volte)
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pensavodiessersolo
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« il: 27 Giugno, 2008 Ora esatta 10:49:07 »

Giorno 2 luglio 2008 protesterò nuovamente davanti al tribunale civile di Taranto, distribuendo volantini con il testo che segue.

Visto che per un papà non è possibile avere i propri figli,visto che nessuna ragione verrà mai accettata perchè così vuole questo
sistema,allora

chiederò di essere arrestato perchè non voglio fare del male a nessuno e nemmeno a me stesso.


http://cccondiviso.googlepages.com/ViPregoArrestatemi.pdf



                                                             vi prego, ARRESTATEMI
                                                           e SORVEGLIATEMI A VISTA

Questo è l’appello di un cittadino onesto, terrorizzato dalla macchina della giustizia, accanita nella persecuzione pur di non ammettere i propri errori
HO PAURA, NON POSSO RESISTERE ALL’INFINITO,
SENTO DI ESSERE VICINO AL PUNTO DI ROTTURA
Ho scontato 60 giorni di carcere, innocente.
Ho potuto dimostrare la falsità delle accuse, sono stato assolto.
mi ero illuso di esserne finalmente fuori,
MA L’INCUBO NON È FINITO:
continua il mobbing totale con gravissime conseguenze sotto ogni profilo: spese giudiziarie insostenibili, perdita dei figli e della casa, equilibrio psicoemotivo messo a dura prova, vivo sotto la soglia della dignità.

La malagiustizia mi ha dissanguato per liberarmi dalle false accuse, vivo da 5 anni in un ripostiglio di 7 metri quadrati con un letto e una sedia.
I servizi sociali si accaniscono nel tentare di convincere i miei figli, contro la loro stessa volontà, che è meglio lasciare le cose come stanno.
Le mie denunce gravissime, anche contro funzionari dello Stato, non procedono.
Non ci sono più alibi, ma il giudice della separazione insiste nel non volermi dare i miei figli: “intuisce, crede possibile, crede probabile” che io possa raccontare la verità a mia figlia.
La verità è obbligatoria in tribunale, ma quando si tratta di una verità scomoda, meglio fare in modo che fuori dal tribunale non venga a galla!
Alla luce di tutto questo, chiedo allo Stato una ultima forma di sostegno:
chiedo di essere aiutato a non commettere un gesto irreparabile al quale la malagiustizia mi stà inesorabilmente spingendo.
Non voglio essere violento contro me stesso, tentando il suicidio per porre fine alla spirale di persecuzione.
                                        ARRESTATEMI, SORVEGLIATEMI A VISTA
perchè sono un non violento, io non voglio fare ad altri quello che la giustizia sta facendo a me ed ai miei figli.

Sergio Nardelli di Taranto, uno dei tanti papà.                   
Email: senata@libero.it        cell 349-5006301
« Ultima modifica: 27 Giugno, 2008 Ora esatta 10:53:57 da pensavodiessersolo » Loggato
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« Risposta #1 il: 27 Giugno, 2008 Ora esatta 15:40:59 »

Da: fabio nestola <fabio.nest...@alice.it>
Data: Wed, 25 Jun 2008 01:04:08 -0700 (PDT)
Locale: Mer 25 Giu 2008 10:04
Oggetto: Re: Pappalardi,la giustizia non può solo dire SCUSA
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questo il comunicato stampa che la FeNBi ha preparato per la prossima
protesta di Sergio Nardelli
La posto in questo spazio perchè ci sono delle analogie col caso
Pappalrdi
-------------
Tragedia a Taranto: padre separato chiede il carcere come forma estrema di aiuto

Sergio Nardelli, 54 anni, separato e privato dei figli dal 2003, è ormai prostrato fisicamente e psicologicamente, vittima di una
persecuzione giudiziaria che dura ininterrottamente da 5 anni.
Mantiene i residui di quella tenace lucidità che gli ha consentito fino ad oggi di non soccombere al bombardamento vessatorio; oggi però lampeggia una sorta di spia che lo avverte di essere in riserva.
Si sente vicino - pericolosamente vicino -  al punto di rottura.
Sa che le sue risorse emotive non sono illimitate, quelle economiche gli sono state prosciugate da un pezzo, la sua forte capacità di ammortizzare le ingiustizie è stata ampiamente abusata, in tanti hanno attinto a piene mani alla sua onestà, alla pazienza, al suo equilibrio psicologico; ha pagato colpe dimostratesi inesistenti mentre i reali responsabili continuano a rimanere impuniti.
Il padre è sempre il primo contro cui puntare il dito, anche quando è totalmente estraneo agli episodi dei quali viene accusato; Paolo Onofri era il primo indiziato per la morte del figlio Tommy,  Azuz era il principale indiziato per la strage di Erba … la lista è infinita …
In tanti si sono tolti la vita per l’onta di false accuse, e già successo a Modena, Vercelli, Roma; poi la Giustizia ha riabilitato la
memoria di un innocente, ma solo quando era troppo tardi anche per chiedere scusa
L’accanimento contro Nardelli ricorda tanto, fin troppo, la vicenda di Gravina di Puglia, il recente caso di malagiustizia nel quale
l’inadeguatezza della magistratura si è manifestata attraverso l’accanimento giudiziario nei confronti ancora una volta di un padre,
capro espiatorio ideale per mascherare gravissime lacune investigative.

Da Gravina a Taranto il passo è breve, non solo geograficamente.
Sergio Nardelli, nonostante tutto, non trama vendette nei confronti di un sistema al quale si è rivolto con fiducia e che come unica risposta lo ha annientato socialmente, emotivamente ed economicamente.
Anni ed anni di persecuzioni immotivate non accendono in lui il dubbio - almeno apparentemente - che la giustizia funzioni male, non funzioni affatto, o sia ostaggio dei grossolani limiti di qualche magistrato in malafede e/o farcito di preconcetti – in entrambe le ipotesi gravemente inadeguato al ruolo, che richiederebbe serenità di giudizio ed imparzialità come prerequisiti indispensabili..
Almeno apparentemente, Sergio non perde fiducia in un sistema che ha saputo solo dargli un calvario senza fine, non si adegua alla percezione dilagante di cronico scollamento fra aspettative della cittadinanza e risposte delle istituzioni.
Sergio Nardelli si rivolge ancora una volta alla Giustizia, chiedendo la forma più estrema di aiuto.
Vuole andare in prigione, questa volta non a causa di accuse costruite a tavolino come accadde nel 2004, ma dietro esplicita richiesta.
Se lasciato libero, “sente” ormai di essere un cittadino a rischio.
Potrebbe compiere un gesto estremo, poco importa se verso se stesso o verso altri; vuole quindi evitare che accada l’irreparabile.
Ma tra le righe del suo appello è facile leggere il reale stato d’animo di un padre al quale tribunali e servizi sociali offrono
unicamente soluzioni insostenibili: disperazione, rassegnazione, perdita dei figli.
Sergio non chiede più “datemi giustizia”, ha smesso di illudersi che possa accadere; chiede “abusatene ancora, come avete già fatto”, ma almeno che l’ingiustizia venga utilizzata per metterlo in condizioni di non nuocere, da solo sente di non potercela più fare.
Non servirebbe a nulla il pietoso intervento di qualche psicologa della ASL, nessun servizio sociale potrà mai convincerlo che è giusto accettare di perdere “serenamente” figli, salute, dignità.
Visto che in questo curioso Paese c’è un’enorme differenza fra avere fiducia nella giustizia e riuscire ad ottenerla realmente, Sergio
chiede una misura fino ad oggi inesistente di carcerazione preventiva:
la chiede ad istanza di parte, in assenza di reato.
Non dovrebbe essere difficile: in assenza di reato il carcere lo hanno già conosciuto in parecchi, da Enzo Tortora a Filippo Pappalardi.


Non sappiamo che genere di risposte istituzionali riceverà l’appello di Sergio Nardelli, se mai ne riceverà.
Se poi dovesse accadere qualcosa di grave, magari qualcuno si affretterà a capovolgere il rapporto causa-effetto:  “Visto che ha
combinato? Abbiamo fatto bene a togliergli i figli, era pazzo!”
Nessuno dirà che è impazzito perché gli hanno tolto i figli, è più conveniente osservare il contrario: facile, comodo e funzionale alla
legittimazione del sistema.
E’ una strategia diffusissima di stravolgimento della realtà, si attiva per ogni episodio di cronaca nera che coinvolge genitori
separati.
L’individuo al momento del raptus omicida è sicuramente folle, ma la domanda da porsi è un’altra: era folle di suo, o qualcosa ha
costruito, alimentato ed infine scatenato la sua follia?
Le pulsioni criminali erano nel suo DNA, quel giorno avrebbe comunque compiuto una strage? Oppure l’accanimento giudiziario e l’interruzione forzata del progetto genitoriale hanno generato una spirale di disperazione senza uscita, fatalmente destabilizzante?
Se il padre di Gravina si fosse suicidato, a cosa sarebbe servito dire sulla sua tomba “avevi ragione tu, ma la giustizia è lenta a capire”
Se Nardelli dovesse puntare un’arma contro i giudici o contro se stesso, a cosa servirebbe poi dirgli “scusa, ci siamo sbagliati”?
Il sistema-giustizia continua a sentirsi, e proclamarsi, esente da colpe; se accade qualcosa di grave la molla scatenante deve essere individuata esclusivamente nella mente delle persone perseguitate.
Il divorzificio innesaca farfalle quotidianamente, in maniera subdola, strisciante, occulta. Prima o poi qualcuna esplode
Il sistema non lo ammetterà mai, ma le sue colpe sono grandi almeno quanto la mano che dalla malagiustizia viene armata.


Sergio Nardelli non è "sfortunato", non è un caso isolato: mille genitori subiscono ogni giorno persecuzioni di ogni genere, proprio ad opera del sistema che dovrebbe garantire giustizia


Federazione Nazionale Bigenitorialità
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« Risposta #2 il: 27 Giugno, 2008 Ora esatta 16:55:40 »

Ragazzi!!fra un pò lo faccio anch'io...sono al limite, vuoi per il lavoro e questo che vi racconto!

martedì 17c.m., mi sono recato a Trento al tribunale dei minori, ho espresso richiesta per un percorso psicologico al P.M., che gentilmente mi ha redatto richiesta che ho firmato e che poi ha inoltrato alle  ciuccio !!
Da Trento a Cavalese ci sono 60km!!martedì 24c.m. ho telefonato alle poco accorte per sapere se avevano ricevuto la missiva, inalberate, scocciate e scioccamente mi hanno risposto che non serve a nulla comportarsi così perchè i ragazzi sono già grandi!!con diplomazia, ho risposto che se avessimo seguito un percorso prima, non sarei andato a Trento per sollecitare!!comunque, fra le latre cose già che ero dal P.M., ho richiesto gentilmente la copia della loro relazione fatta l'anno prima, spiegando al gentilissimo( smile (5))P.M., che le poco accorte non lo volevano fare,  con delle scuse da gallinacei tetraonidi!!In meno di un minuto avevo la richiesta, che ho mandato immediatamente alle  ciuccio !!a tutt'oggi, silenzio per e su tutti i fronti!! 36_1_6
Lunedì inizierò il tampinamento ancora, fino a che non avrò raggiunto lo scopo!!!! smile (43) smile (46) mafioso2

 36_3_11 36_1_12 CUORE IN FIAMME 36_3_12 smile (5)

Tantissimi auguri Sergio... 36_1_11 36_3_11 36_3_12
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« Risposta #3 il: 27 Giugno, 2008 Ora esatta 17:45:21 »

Pensavo di essere il solo ad aver avuto problemi con i S Sociali,ma a Milano,Monza,Roma,Napoli,Palermo,ho conosciuto tanti papà e tante storie più tristi della mia.

I servizi sociali hanno un solo obbiettivo: far passare tempo,mesi ,anni ed anni.
Il tempo che passa è un sicuro danno nei rapporti padre/figlio.
Questo danno,lo creano volutamente tribunali e S sociali.
I S. sociali sanno benissimo che il tempo che passa giocherà a tuo sfavore.


Tieniti pronto B81 perchè è in fase di preparazione un azione comune e contemporanea in più città Italiane nella prima quindicina di luglio.

Avevo prima mia madre che mi aiutava,ora sono io che purtroppo devo aiutare mia madre,non so proprio più come fare.
Spesso mia madre mi chiede di mio figlio,mi chiede perchè,mi ripete in continuazione che ha lavorato tanto per darmi quella casa che ora non è più mia.
Ora mia madre chiude gli occhi e parla da sola.......spero che continui a parlarmi.
E' da molto che ho superato i limiti.
« Ultima modifica: 27 Giugno, 2008 Ora esatta 18:01:18 da pensavodiessersolo » Loggato
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« Risposta #4 il: 01 Luglio, 2008 Ora esatta 07:42:54 »

Ieri sera a ora tarda , mia figlia mi ha mandato un SMS:" papi,quando vai su MSN che chattiamo? Ciao :) "

Era quasi mezzanotte e mia figlia era sola in casa....sono 5 anni che và avanti così.
Chisà se devo aspettare che prima succeda qualcosa per mandare in galera il giudice e i s sociali.

Su Msn ho scritto a mia figlia:- " giorno 2 darò le botte al giudice,quel giudice al quale tu hai detto,voglio stare più tempo con il mio papà ".
e lei :- " usciamo domani mattina? ".......ed io :-" ti vengo a prendere alle 11 ".......e lei :- " no, alle 10,tvtb ".


Stron.. di giudice!....questo non l'ho scritto su Msn,lo scrivo X il giudice.
« Ultima modifica: 01 Luglio, 2008 Ora esatta 08:20:19 da pensavodiessersolo » Loggato
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« Risposta #5 il: 01 Luglio, 2008 Ora esatta 14:48:10 »

caro amico tu incoraggi tutti noi, mi domando a te la forza di lottare oltre l'amore che provi per i tuoi figli, questa forza chi deve dartela? il mondo è in rovina, il male è presente ovunque è non c'e piu amore tra "esseri" hai nostri figli trasmetteremo l'odio la diffidenza è l'egoismo. I principali colpevoli di tutto questo, sono queste  terze persone chiamate a "Giudicarci"  oscurando la sensibilità, l'amore, e la consapevole realtà che i figli soffrono in prima persona. Noi lo sappiamo lo abbiamo capito mentre chi Giudica ne fa strumento negativo occultando i fatti, denigrandoci ancora di più.
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« Risposta #6 il: 01 Luglio, 2008 Ora esatta 17:00:53 »

Caro revenge, la forza è quella che tutti noi genitori abbiamo,i nostri figli che sono coloro che come giustamente scrivi,soffrono in prima persona.
Allora dobbiamo avere la capacità di parlare ai nostri figli,raccontare che c'è un problema ma non trasferirgli la cattiveria di questo sistema.

I tribunali, le carte,gli imbrogli,i loschi interessi,sono le reali conflittualità che vengono montate.
Dobbiamo combattere questo sistema innanzitutto tenendoci stretti i nostri figli, per cui dobbiamo essere presenti nella vita dei nostri figli anche se un giudice ce lo vieta.

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« Risposta #7 il: 02 Luglio, 2008 Ora esatta 14:20:41 »

Cavolo Sergio
ti invidio per quello che fai...
Se solo il 10% dei padri separati fossero come te... Beh, forse non esisterebbe neppure questo sito

In bocca al lupo todobien
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« Risposta #8 il: 02 Luglio, 2008 Ora esatta 21:29:01 »

Anche questa è andata.
Telegiornali e giornali ne hanno parlato.
Ho saputo che già lo scorso lunedì sul Corriere del giorno e sul
Quotidiano,
c'era la notizia della protesta,con un lugo articolo,stò cercando di
procurarmi i giornali.


Domani se ci riuscirò,posterò qualche TG su youtube.


I TG hanno parlato di 2.000 papà separati che si suicidano ogni anno
in Europa perchè allontanati dai figli....avranno fatto qualche
ricerca perchè molte cose sulla criticità in cui vivono i papà separati,non le ho dette ma loro nei TG si.
I TG hanno fatto riferimento a tantissimi papà ed a tante associazioni
di papà che
in Italia combattono per la bigenitorialità e per l'affido condiviso.


Una delle mie interviste termina così:
Sono stanco,sono stanco dei tribunali,sono stanco.
Per l'ennesima volta dico al giudice della mia separazione, a questi
tribunali,
" ridatemi i miei figli,ridatemi mia figlia,dopo 5 anni non ha senso
quello che dice il giudice,
  ha rovinato me ed i miei figli"


Prendi coraggio scorpione, prendiamo coraggio tutti.
Non il 10% ma se 10 papà manifestassero ognuno nella propria città,tutti lo stesso giorno,tutti sotto lo stesso tribunale,avremmo un sicuro effetto mediatico su scala nazionale.
Forse qualche TV importante,ci darebbe lo spazio necessario.


« Ultima modifica: 02 Luglio, 2008 Ora esatta 22:02:12 da pensavodiessersolo » Loggato
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« Risposta #9 il: 02 Luglio, 2008 Ora esatta 22:23:33 »

caro Sergio, lo sai che ti voglio tanto bene, ed e per questo che ti scrivo, quello che ai fatto e incridibile e sei un mito per tanti padri separati..............anche io ho sofferto tanto durante i 5 anni passati, ma ho presso anche il corragio di essere egoista e pansare a me, penso che non abbiamo avuto il nostro desiderio di essere un padre come volevamo noi ed e il nostro destino cosi.................vorrai che tu pensi a te stesso addesso di usire di quel casetta, magari un lavoro, un altra donna, un altra vita, tua figlia addesso la vedi tanto, cosi magari puoi chiudere questo libro e aprire una nuova...............tvtb..............Antony (l'inglese)
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It is a wise father that knows his own child. - William Shakespeare
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« Risposta #10 il: 03 Luglio, 2008 Ora esatta 23:04:36 »

Grazie alla Fe.N.Bi,grazie a papaseparati Nazionale Onlus,Grazie a PSL,Grazie a papaseparati Novara,Grazie a Figli Per Sempre (Varese),Grazie a mamme separate Como,Grazie a Falsi abusi di Torino,Grazie alla Ge.Se.F. di Roma,Grazie a Ge.Se Foggia,Grazie a Figli liberi Milano,Grazie a Palermo,Grazie a Crescere Insieme (Firenze),Grazie al coordinmento Adiantum, Grazie a tante persone che mi stanno vicino e mi aiutano
Grazie al Dott.Gaetano Giordano che mi telefona,Grazie a Claudio Risè che ha scritto della mia storia.

Grazie a tutti coloro che lavorano per noi.

Sapete,omai credo non sia una novità, tanta tantissima solidarietà da mamme e papà davanti al tribunale,
ma la solidarietà di carabinieri e polizia mi sorprende ogni volta che sono lì a manifestare.
Bello è stato un poliziotto che mi ha stretto forte la mano e mi ha
detto:-" sono un papà anche io ".


2 TG in breve:
http://it.youtube.com/watch?v=C9zCB78xZzo


Alcuni amici hanno registrato in analogico,non sono riuscito a registrare in digitale.
Tele Rama trasmette da Lecce X Taranto,Brindisi,Bari,Foggia.
TeleNorba trasmette in analogico/digitale nella Regione Puglia.
TBM trasmette anche su Sky ( Europa) i suoi programmi e TG.

Ciao Antony (l'inglese) ihihihih...conservo ancora sul cell il tuo SMS dall'Inghilterra.
« Ultima modifica: 04 Luglio, 2008 Ora esatta 02:22:53 da pensavodiessersolo » Loggato
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« Risposta #11 il: 05 Luglio, 2008 Ora esatta 11:35:48 »



Prendi coraggio scorpione, prendiamo coraggio tutti.
Non il 10% ma se 10 papà manifestassero ognuno nella propria città,tutti lo stesso giorno,tutti sotto lo stesso tribunale,avremmo un sicuro effetto mediatico su scala nazionale.
Forse qualche TV importante,ci darebbe lo spazio necessario.




Ciao Sergio, io sono uno dei 10, ne mancano 9, fatevi avanti, lottiamo tutti insieme, fatemi sapere, perdonatemi di quel che dico, buttiamo fuori le @@, è agiamo, io sono disposto a tutto, e come avevo postato prima, "GIURO MI FACCIO MORIRE" fatevi avanti è organizziamoci, aspetto vostre notizie, decidiamo il giorno,  facciamo una mappa dei tribunali dove protesteremo, contro questo sistema, Sergio, tu che sei il nostro motto, prepara un volantino congiunto, aspetto con speranza una vostra risposta.
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« Risposta #12 il: 05 Luglio, 2008 Ora esatta 14:00:42 »

copioincollo fabrycus:decidiamo il giorno,  facciamo una mappa dei tribunali dove protesteremo...

Bene Fabry....ne stiamo parlando da un pò,ci stiamo oranizzando,stiamo valutando.

Rimani calmo Fabry,non dobbiamo morire,dobbiamo vivere.
Cominciate ad immaginare l'azione...10-15 papà in 10-15 città Italiane,tutti nello stesso giorno davanti al  tribunale.

Non ne mancano 9...al momento ne mancano 2.
« Ultima modifica: 05 Luglio, 2008 Ora esatta 14:04:32 da pensavodiessersolo » Loggato
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« Risposta #13 il: 05 Luglio, 2008 Ora esatta 14:24:38 »

copioincollo fabrycus:decidiamo il giorno,  facciamo una mappa dei tribunali dove protesteremo...

Bene Fabry....ne stiamo parlando da un pò,ci stiamo oranizzando,stiamo valutando.

Rimani calmo Fabry,non dobbiamo morire,dobbiamo vivere.
Cominciate ad immaginare l'azione...10-15 papà in 10-15 città Italiane,tutti nello stesso giorno davanti al  tribunale.

Non ne mancano 9...al momento ne mancano 2.

Bene sergio, questa e una bella notizia, spero che se ne aggiungono molti altri, già fremo, muoviamoci!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!  Sergiuzzo, sto ad abbozzare un piccolo volantino dove distribuirò hai papà separati del mio tribunale, che magari non sanno della nostra esistenza, li invito ad organizzarci ed avere la possibilità di riunirci e confrontarci, l'unione fa la forza, e perchà no, se mi riesce "apro una filiale dei papà separati" nella mia provincia. Smiley-msn 36_1_11 smile (46)
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