La storia di Massimo Alfonsi: dopo la decisione dei Tribunale non riesce più a vedere il suo bambinoPadri separati: «Una vita d’inferno senza mio figlio»«In due anni me l’hanno fatta vedere 8 ore»MILANO 20/06/2008 - Quando la fortuna è dalla sua parte riesce ad abbracciarlo una volta ogni quindici giorni. Ma certe volte, prima di poterlo rivedere, possono passare anche dei mesi. Incontri “freddi”, davanti agli assistenti sociali. Che non durano più di sessanta minuti.
A Massimo Alfonsi, 34 anni, agli assistenti sociali hanno tolto suo figlio Samuel, 5 anni, poco più di un anno fa, dopo la separazione della madre del bimbo, con la quale però non si era mai legalmente sposato. I giudici, come quasi sempre in questi casi, hanno deciso di affidare il bambino alla madre. E a Massimo, originario di Uboldi (Varese), che lavora come guardia in un’azienda privata, non è rimasto che rassegnarsi.
LA SEPARAZIONE
«All’inizio riuscivo a vederlo spesso, avevo accettato la decisione del giudice - racconta oggi Massimo - anche se dentro di me speravo di riuscire ad ottenere un affido esclusivo». «Solo dopo qualche mese . prosegue il papà - ho capito che oltre a non riuscire a ottenere l’affido di mio figlio me lo stavano facendo vedere sempre di meno».
Già perché Massimo, per riuscire ad abbracciare Samuel, deve correre ogni settimana fino a Caravaggio (Bergamo) alla sede locale della Asl. Se per caso c’è traffico, ed è in ritardo, sono tutti minuti che vengono scalati dalla sua ora di visita.
«COME UN CRIMINALE»
«Mi stanno trattando come un criminale - si sfoga l’uomo - gli assistenti sociali stanno facendo di tutto per mettermelo contro. Ma c’è di più. Il sospetto di Massimo, infatti, è quello che il bimbo stia vivendo un forte disagio per questa situazione: «Ogni volta che lo vedo è sempre più magro, sporco e denutrito - ho l’atroce sospetto che sua mamma possa trattarlo male».
Ad avvalorare la sua tesi, porta pile di certificati medici che attestano l’eccessiva magrezza del bimbo. Gli fa eco la nonna del piccolo: «Io ne sono sicura - dice Maria Rosaria Lo Re - quel bambino è in pericolo ed è uno scandalo che gli assistenti sociali e i giudici non si rendano conto di quello che sta succendo».
«La cosa più straziante è che mio figlio sta cominciando a credere che io lo abbia abbandonato - dice ancora il papà di Samuel - è arrivato a chiedermi “ma è vero che tu non mi vuoi più bene?”».
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