News: In GALLERIA alcune foto della manifestazione di sabato 23 giugno 2007
 

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06 Luglio, 2008 Ora esatta 01:32:36

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 91 
 il: 10 Giugno, 2008 Ora esatta 21:27:30  
Iniziato da Alex - Ultimo post da datemiuncrick
Cara Colomba :)

... se ho "risposto" solo parzialmente ed in modo alquanto "frammentario" nel blog sorelle d'Italia è perchè in "quel contesto" ero un "intruso" ( un po' come dire il "sobillatore" che va nella curva della Juventus a urlare che sono tutti "corrotti"). Ho "lanciato" il mio "pensiero" riprendendo quel che aveva scritto Pensavo ... e per questo "CI" siamo presi dei "FRUSTRATI" ... ma non importa, non è quello che mi ha "frenato" perchè ho voluto credere alla buona fede di quel intervento.

Se non ho "particolareggiato" il mio pensiero è proprio perchè "ero a casa loro" ( ... non so se riesco a spiegarmi); se lo avessi fatto, il "battibecco" si sarebbe fatto più violento e sarebbe stato poco "educato" da parte mia.  L'ho fatto qui, probabilmente mancando di tatto e del dono della sintesi, forse offendendo qualcuno ( ... e spero tanto di no perchè non era quella la mia intenzione), "protetto" dal fatto che in questo "LUOGO" molte "PERSONE" vedono le cose che ahimè vedo io ogni giorno, provano sulla propria pelle una "VIOLENZA" che sebbene non sia SOLO fisica, ti logora e ti annienta molto più "che una menata di mani" ( consentitemi il paragone), l'ho fatto in un ambiente in cui "non si parla a senso unico" sebbene ognuno di noi abbia BEN IN MENTE quale sia il "desiderio più grande" per la PROPRIA VITA.

Non discuto e non ho mai negato che esistano violenze a DANNO delle donne e di quante quotidianamente vengono stuprate, malmenate, soggiogate da uno o più uomini ... ho solo puntato il dito ANCHE ALTROVE, provando a spiegare ( forse con scarsi risultati) quale opinione io abbia in merito al "Femminismo" politicizzato ed assolutamente "NON PROFICUO" proprio per queste donne ... ho provato a ribadire che fin quando l'opinione del "maschio" sarà quella di CHI commette violenza per default, non si potrà MAI ottenere una reale parità ... una reale obbiettività anche nell' applicare una Legge sull' affidamento condiviso ...  non si potrà MAI parlare di BIGENITORIALITA'.

Secondo me, come ho già spiegato, è proprio frantumando "QUESTA IDEA DI MASCHIO", questo luogo comune che vede l'uomo solo come supremo essere violento ... questo comun "pensiero" nel quale anche tu sei caduta Colomba ... che in futuro si potranno ottenere risultati a tale riguardo.

Per risponderti, riferivo la mia preoccupazione al fatto che il "messaggio" femminista era sempre lo stesso: L'UOMO E'UNA BESTIA  ASSETATA DI SANGUE E SESSO... questa è la mia preoccupazione e questa è la mia "visione" della rivendicazione femminista sulla proprietà del corpo. Se così non fosse, non ci sarebbe bisogno di "rilanciare il concetto" ... sarebbe una cosa più che scontata. Per quale motivo altrimenti dovrei ribadire che NESSUNO PUO' TOCCARE IL MIO CORPO SENZA IL MIO CONSENSO? Non è forse questa una delle definizioni di libertà?

Vedi Colomba, in un certo senso, anche tu sei "scivolata", su un dato VERO ed inconfutabile che però sta alla base di "quel luogo comune" di cui parlavo, perchè visto solo a senso unico, perchè analizza solo una parte del problema e non la sua totalità: .. parli di mariti, padri, fratelli, zii ecc che hanno abusato di figlie, sorelle, nipoti ( ripeto che non nego nessuna di queste cose), ma non poni l'accento ANCHE su quei figli MASCHI, su quei nipoti MASCHI, sui padri, sui mariti e su quei fratelli che hanno subito e subiscono violenze, vessazioni e vere "torture" da parte di madri, mogli, sorelle e zie ( non dimentichiamoci che esistevano ANCHE le famiglie MATRIARCALI) ... ed ancora insegnanti ecc ... Ecco il perchè del mio intervento, ecco il perchè del mio "nervosismo" nello scrivere ... per non DIMENTICARE ANCHE queste persone, queste vittime di cui non si parla, che non rientrano nella "casistica" e nelle statistiche che CI PROPINANO volutamente. Anche io conosco persone di una certa età che hanno subito, ma ritengo doveroso non perdere di vista anche le vittime di cui parlavo prima proprio perchè io stesso mi ritengo una di queste ( e quando "racconti quel che ti è stato fatto", vedere chi ascolta con il "sorrisino" perchè pensa che stai solo raccontando "balle", non solo ti "violenta" ancora ma ti annienta come essere umano).

... ed in egual misura, hai ribadito che chi ha figlie femmine ha la preoccupazione che un domani queste possano subire violenza, che avendo tu un maschio "dovresti" aver paura che un domani LUI non venga accusato di abusi e violenze a danno delle donne ... ma se fosse lui stesso a SUBIRLA???? ... Non saresti egualmente preoccupata? E se fosse accusato INGIUSTAMENTE, non sarebbe questa stessa una violenza che lo marchierebbe a fuoco???  Ecco il secondo "scivolone" ... un rischio che difficilmente viene contemplato proprio perchè il maschio "normalmente" è colui che commette mentre la donna è colei che subisce.

Perdonami Colomba, non è assolutamente mia intenzione polemizzare; ho solo preso ad esempio quel che tu hai scritto per cercare di "spiegare" il mio pensiero.

La violenza non ha colore e non ha "sesso" ... non ha età ed ha svariate forme per manifestarsi, tutte terribilmente devastanti; e non è puntando il dito l'una contro l'atro in modo UNIDIREZIONALE che si risolve una piaga di siffatta misura. Non si può fare una distinzione  fra una violenza fisica ed una psicologica .. e fin quando le "Femministe" continueranno a parlare puntando solo il dito in direzione degli uomini, senza riconscere che esistono molte più donne VIOLENTE di quante si "VOGLIA CREDERE", sarà sempre e solo un lavoro fatto a metà volto a rafforzare ancor di più il "vittimismo" femminile e la "crudeltà" maschile.

Ecco perchè secondo me sarebbe "necessario" contro-manifestare in contrapposizione a "queste figure" politicizzate ed assolutamente di parte; urlare a gran voce OGGI che tuo figlio, mio figlio e tanti altri, NON SONO e NON SARANNO CRIMINALI DA SPOLPARE E CONDANNARE solo perchè maschi.

Sergio :)

 92 
 il: 10 Giugno, 2008 Ora esatta 20:59:16  
Iniziato da SOLAR - Ultimo post da SOLAR
http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_10/asti_rissa_ragazze_108bed3c-36c5-11dd-97b9-00144f02aabc.shtml


Cronache       le due fermate dovranno rispondere di rissa e lesioni. La lite per questioni amorose
Asti: rissa tra ragazze in strada dopo la cena di fine anno scolastico, 2 arresti
La polizia è dovuta intervenire per sedare lo scontro tra due bande di sole donne, tutte tra i 16 e i 17 anni

ASTI - Una «West side story» al femminile. Dove a picchiarsi erano tutte donne. Un vero e proprio scontro tra una decina di ragazze per questioni amorose si è verificato sabato sera ad Asti, dove alcune ragazze di 16-17 anni hanno dato sfogo alle loro rivalità attraverso insulti e spintoni. La dinamica dell'episodio non è ancora chiara: tutto sarebbe cominciato alla fine di una cena fatta per festeggiare la fine dell'anno scolastico. Alla fine per una lite scoppiata per motivi legati a un ragazzo, si sarebbero formati due gruppi di «contendenti» in un «tutte contro tutte» che poteva finire molto peggio se non fossero arrivati gli agenti di una volante. I poliziotti hanno fermato due ragazze che potrebbero essere denunciate per rissa e lesioni.


10 giugno 2008


 93 
 il: 10 Giugno, 2008 Ora esatta 16:49:12  
Iniziato da gianca49 - Ultimo post da gianca49
CARI AMICI, COME VEDETE CI STIAMO DANDO DA FARE PER TRATTARE TUTTI GLI
ARGOMENTI CHE CI RIGUARDANO. IN QUESTO CASO, TOCCA A NOI "I NONNI"
TROPPO SPESSO DIMENTICATI; DALLE ISTITUZIONI, E A VOLTE (AIME') ANCHE
DAI PAPA'. LO SO RAGAZZI CHE I PROBLEMI SONO TANTI, LO SO CHE
CERCHIAMO DI AIUTARE GLI ALTRI, SPESSO DMENTICANDOCI DI NOI STESSI, MA
COME E' ORAMAI EVIDENTE DI NONNI IN PIAZZA SE NE VEDONO POCHI. IO
CREDO CHE SIANO VERAMENTE TANTI I NONNI NELLE MIE STESSE CONDIZIONI,
MA PENSO ANCHE CHE SIA DIFFICILE PER TANTI "MOSTRARSI" NON TROVO ALTRA
PAROLA! FORSE C'E' L'ETA' CHE LI FRENA, FORSE LA SALUTE, VISTO CHE NON
SIAMO PIU DI PRIMO PELO. O FORSE PUO ESSERE CHE NON HANNO PIU VOGLIA
DI LOTTARE....FORSE MANCA LA FIDUCIA. NON DANNO RETTA AI NOSTRI FIGLI
FIGURATI SE DANNO RETTA A NOI. E ALLORA FORSE QUESTI NONNI "FANTASMA"
HANNO DECISO DI PORTARE LA LORO SOFFERENZA NELLA TOMBA.
AL CONTRARIO DI LORO IO CI SONO...E NELLA TOMBA VORREI PORTARCI CHE
CAUSA TUTTO QUESTO DOLORE.

VI ASPETTO DOMANI SERA  11-6-08 CON L'AVVOCATO VITTORI, E IL 18 CON
L'AVVOCATO HEIDY B.
                 NONNA GIANCA


Associazione Figli Liberi di Vimodrone (MI) - mercoledì 18 giugno
2008, ore 21.00: I 'diritti dei nonni'.


L'avvocato Heidi B. Heilegger dello Studio legale MPH parteciperà in
qualità di relatrice ad un incontro organizzato presso l'Associazione
Figli Liberi di Vimodrone (MI) in cui si discuterà del diritto dei
minori alla frequentazione degli ascendenti alla luce della legge n.
54/2006. L'incontro si terrà il giorno 18 giugno 2008, ore 21.00
presso la sede delll'associazione in Via Della Guasta n. 1 in
Vimodrone (MI). L'ingresso è libero.
www.figliliberi.it


 94 
 il: 10 Giugno, 2008 Ora esatta 08:39:26  
Iniziato da Alex - Ultimo post da colombabianca
datemiuncrick

perché queste cose non le hai messe nel commento che hai lasciato nel blog  sorelle d'italia a proposito della lettera in rispsota alla Carfagna che ha scritto una certa FIKASICULA  , ricordi ? sarebbe andato benissimo in risposta anche a quello che ho postato io . Oppure anche nel blog della Carfagna ??Smiley-msn

ma puoi ancora farlo . smile (18)

copio e incollo:

La manifestazione organizzata dalle femministe, non è solo contro la violenza; è altresì un ulteriore "messaggio" a favore della causa, un messaggio che l'uomo continua ad essere "una bestia" assetata di sangue e di sesso ( ed in questo sta secondo me la rivendicazione della "proprietà del proprio corpo") ... ed è questa la mia preoccupazione.


scusa perché la cosa ti preoccupa ??? tu vorresti che abusassero del tuo corpo senza la tua volontà??? il mio corpo senza la mia volontà non può essere toccato da nessuno ...e che scherziamo ?? su questo mi spiace non concordo  e lanci un segnale sbagliato ....c'è già troppa violenza criminale e in famiglia ....non dimentichiamo che purtroppo è vero che ci sono stati e ci sono  padri e fratelli , zii ecc.ecc. che abusano delle figlie , sorelle nipoti  ....non sono una giornalista ma conosco diversi casi  di signore oggi di  una certa età che  hanno subito da piccole violenza in famiglia e si portano ancora dentro quel dolore  ...allora non se ne poteva parlare ...oggi  questo marciume  viene a galla perché si ha il coraggio di parlare .

Il discorso  è ampio e variegato  e occorre distinguere, non facciamone un minestrone ....e di tutta un'erba un fascio . Chi ha figlie femmine oggi deve solo preoccuparsi che non accada alla propria figlia , il mio è un maschio e mi devo preoccupare che non vegna accusato di simili reati . E' troppo educato e rispettoso della donna per farlo in prima persona ...mi devo preoccupare del resto ?? 36_1_4 Il pericolo oggi corre sul filo per tutti ...

 95 
 il: 10 Giugno, 2008 Ora esatta 00:58:24  
Iniziato da Alex - Ultimo post da datemiuncrick
... Sarà che, come ho già detto, sono particolarmente stufo di "star a sentire" lamentele basate su luoghi comuni che non si "addicono" ai tempi in cui viviamo ... ma non credo che sia con "il silenzio" sebbene organizzato che si possa far fronte al "fenomeno" femminismo.  Non tutto è sbagliato, non tutte le femministe sono da "recriminare" ma, e c'è sempre un ma, è anche vero che si lasciano influenzare da quel che dice "il manipolo" che sta ai vertici.

Abbiamo già assistito "a quel che possono fare" e quali risultati ottengono ( ... e non mi riferisco certo a TUTTE QUELLE che quotidianamente SUBISCONO violenza sia per le strade che in casa o in famiglia). Abbiamo oggi una REALE parità nei casi di violenza, ma difficilmente si parlerà di un uomo "vittima" di una donna, mentre il contrario è all'ordine del giorno. Si è mai sentito parlare di DONNE PEDOFILE? ... eppure, esistono anche loro

http://www.alexsandra.it/readarticle.php?article_id=128


... ma nell'immaginario collettivo, ANCHE il pedofilo è solo "appannaggio maschile" e la "vittima E' SEMPRE E SOLTANTO UNA DONNA  O UN BAMBINO !!! E questa immagine, chi ha contribuito a crearla"??? Chi ha creato la consuetudine che oggi vede centinaia, migliaia di papà TOTALMENTE ESTROMESSI e NON CREDUTI nelle aule dei Tribunali? Chi continua a richiedere Centri Anti-Violenza SOLO al femminile ignorando o "motivando" quel che le cronache riferiscono?

Se ricapitoliamo, vediamo come "il Movimento Femminista" rivedichi il ruolo di "vittima" in tutto e per tutto, e continui a puntare il dito "CONTRO" il genere Maschile addebitando a questo il ruolo di:

- Violento;
- Assassino;
- Genitore incapace e menefreghista ( nella migliore delle ipotesi);
- Figlicida ed uxoricida;
- Stupratore;
- Pedofilo;
- Ladro;
- Terrorista;
- Traditori;

... e tutto questo, l'ha ottenuto proprio quel "manipolo" che non era al Governo allora e non lo è adesso.

Per poter PARLARE di pari opportunità nell'essere genitori si deve prima "FRANTUMARE" questa idea del "maschio", si deve "frantumare" l'idea che la donna è l'unica ad essere DEGNA di essere genitrice, si deve frantumare l'idea che la violenza parta sempre dall'uomo, perchè in questo momento la parità non esiste.

La manifestazione organizzata dalle femministe, non è solo contro la violenza; è altresì un ulteriore "messaggio" a favore della causa, un messaggio che l'uomo continua ad essere "una bestia" assetata di sangue e di sesso ( ed in questo sta secondo me la rivendicazione della "proprietà del proprio corpo") ... ed è questa la mia preoccupazione.

Agire sui media, portare avanti il dialogo con le Istituzioni ed appoggiare le proposte di legge in Parlamento ... tutto vero ma come fare se l'opinione "comune" è quella descritta pocanzi? Noi siamo uomini, ex-mariti ed in alcuni casi ex-padri, ed è "questo" il nostro biglietto da visita ... abbiamo giornaliste che "si permettono" di ASSERIRE con assoluta certezza che solo le donne abbiano il DIRITTO ad essere genitori, abbiamo organizzazioni femministe che parlano di violenza fra le mura "familiari" a senso unico, ed abbiamo un'opinione pubblica che vede ancora l'uomo come "un essere" incapace di qualsiasi lavoro casalingo, totalmente assente nelle problematiche dei figli, particolarmente violento ed "egoista".

Fateci caso ... una mamma che uccide i propri figli è "vittima" di depressione, instabilità mentale "temporanea", stress post-partum ecc, ha sempre una "motivazione" a sufragio di quel che ha fatto ... un uomo che commette le stesse atrocità è "SEMPLICEMENTE UN MOSTRO"; una donna come la Franzoni ( ... e personalmente penso che sia innocente), prima sospettata e poi incriminata per l'omicidio del proprio figlio ha avuto la possibilità di una ribalta mediatica per "difendersi", il padre dei fratellini di Gravina di Puglia, sebbene innocente, non ha avuto la stessa ribalta e ANZI, non solo ha visto il carcere INGIUSTAMENTE, non solo il dolore per la perdita dei figli ma anche "la beffa" di una opinione pubblica che lo ha dipinto come mostro ... due pesi, due misure diametralmente opposte;
Una donna che subisce avances sessuali in ufficio è vittima di un porco, un uomo che subisce lo stesso trattamento da parte di una donna è un "pirla" o un "visionario" ... due pesi e due misure;
Una donna che "denuncia" una violenza domestica vera o falsa che sia è una vittima, un uomo che denuncia una violenza domestica è un bugiardo o un diffamatore ... due pesi e due misure.

Se esiste la proprietà del proprio corpo, questa è UNIVERSALE ... non ad appannaggio di una donna, non ad appannaggio di un uomo. E per l'affido condiviso, è "normale" che finchè l'uomo verrà disegnato in questo modo sarà sempre difficile riuscire ad avere "giustizia".  La miglior difesa è l'attacco si diceva ... da 40 anni a questa parte SIAMO attaccati senza che vi sia stata una "minima" risposta da parte nostra da luoghi comuni e "consuetudine" ... ed allora ecco che "quando un POPOLO unito urla forte, più lontano va il messaggio che si vuole tramettere".

Non è con gli urlatori che sensibilizzeremo l'opinione pubblica, non è con gli "strilloni" che cambieremo la "consuetudine, ma è con questi che "usciremo allo scoperto" ... è in occasioni come queste che "FORSE" qualcuno starà a sentire la nostra voce ed ascolterà quel che abbiamo da dire.

Manifestare PACIFICAMENTE ma con "forza" per far sentire un'altra campana ...


 96 
 il: 09 Giugno, 2008 Ora esatta 22:56:33  
Iniziato da dadtux - Ultimo post da SOLAR
Ottimo ...  todobien

 97 
 il: 09 Giugno, 2008 Ora esatta 16:30:57  
Iniziato da dadtux - Ultimo post da dadtux
L'associazione "Genitori sottratti" segnala questa notizia apparsa su Repubblica:
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/protesta-padri/1.html

Qui in inglese la notizia su SkyNews
http://news.sky.com/skynews/article/0,,30100-1318413,00.html?f=rss

 98 
 il: 09 Giugno, 2008 Ora esatta 14:54:55  
Iniziato da dadtux - Ultimo post da Tigrotto
E' stata pubblicata dal quotidiano Il Messagero e si trova qui:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=25395&sez=HOME_MAIL
Riproduco per comodità il testo:
Citazione
Affido condiviso dei figli: non va imposto per legge

Sono una comune cittadina, le riflessioni qui di seguito riportate sono il frutto del coinvolgimento in prima persona nel disastro quotidiano che sia io, che mio figlio ridotto allo stato Rom (di fatto senza fissa dimora 3 giorni con un genitore e 3 con l’altro), viviamo quotidianamente tra continui sopprusi e violenze celate, che questa legge ha prodotto; del resto i bambini non hanno diritti in questa legge a meno che il padre non sia un abusante o un drogato, per questo noi donne ritorniamo a mediare e soffocare la sofferenza che vediamo negli occhi dei nostri figli. Pura follia!

Sono profondamente indignata come donna e come madre nel leggere in continuazione le proteste di un piccolo gruppo di padri separati che lamentano l’impossibilita’ di vedere i propri figli e che hanno stravolto l’intera legislatura riguardante il tema in oggetto, e mi meraviglio ancor di piu’ di quanto noi donne ci rassegnamo come al solito a questa situazione quando ci sono applicazioni della legge che dimostra l’ esatto contrario. Siamo tornate all’ era dell’ illuminismo della caccia alle streghe. Mi piacerebbe che queste mie riflessioni siano lette attentamente, cosi’ come la mia ricerca a tal proposito.

Rispetto alle leggi precedenti, l'unica novità, peraltro meramente demagogica, apportata dalle proposte di legge attualmente in esame in sede referente è che non vi si parla più di affidamento "congiunto", bensì di affidamento "condiviso", il che, però, nulla cambia nella sostanza. Si tratta solo di un evidente escamotage per confondere le acque ed evitare l'automatico e corale risorgere delle numerose critiche che già erano state sollevate contro le proposte affacciate nella precedente legislatura dalle varie associazioni di avvocati di diritto di famiglia.

Debbo convenire che l'aggettivo "congiunto", e ancor di più quello "condiviso", dà serenità e piace: a chi pensa alla famiglia sempre unita, perché li rassicura sulle loro capacità genitoriali, ai padri - finalmente riconfermati nel ruolo che rivendicano, e persino alle madri, quelle che ancora non hanno sperimentato la separazione e che sperano, attraverso una simile forma di affidamento, di poter condividere il peso dell'educazione e della crescita dei figli. Sicuramente non piace alle persone che come me vive una situazione di separazione conflittuale, né agli psicologi dell'infanzia che queste situazioni devono curare. Non piace neppure agli operatori di diritto, qualcuno dice per la loro tradizionale incapacità a recepire il nuovo, per l'abitudine ad analizzare le parole, a confrontarle tra loro, con il timore che mal si coordinino con le norme del diritto, per la diffidenza nei confronti delle soluzioni "politiche" ed infine, molto meno nobilmente, perché la lite è per gli avvocati fonte di reddito e l'affidamento congiunto/condiviso, eliminando alla radice la conflittualità tra coniugi in ordine ai figli, riduce la lunghezza delle cause e conseguentemente i proventi degli avvocati.

Non condivido queste considerazioni e non credo che l'affidamento condiviso stabilito per legge sia la soluzione di alcun problema, per i seguenti motivi:
Fino al 1987 la questione dell'affidamento non si poneva, in quanto - essendo pacifico che, dopo l'interruzione della convivenza, il figlio non può essere contemporaneamente con il padre e con la madre - genitore affidatario diventava colui con il quale di fatto il minore continuava ad abitare; rarissimi erano i casi di affidamento del figlio al padre e la giurisprudenza era chiamata per lo più a risolvere le questioni attinenti alle modalità di frequentazione del genitore non affidatari.

Nella prassi, su accordo dei genitori, l'affidamento congiunto trova applicazione anche nell'ambito della separazione sin dal 1987, e già per questo non si spiega l'esigenza di una nuova legge che lo trasformi da possibile in obbligatorio (o meglio, con ciò si spiega che le finalità perseguite con l'affidamento condiviso obbligatorio sono ben diverse dalla dichiarata volontà di continuare ad essere "padri"! ). L'affidamento congiunto è reclamato a viva voce dalle associazioni dei padri separati, mentre il mondo femminile sottolinea che tuttora è la madre la figura di riferimento quotidiano dei figli e ritiene che l'affidamento condiviso possa essere disposto nei soli casi in cui entrambi i genitori lo richiedano concordemente e siano già presenti in modo continuativo e parimenti significativo nella vita dei minori.

La mia esperienza dimostra che:

-il coniuge separato pretende l'affidamento congiunto non per far fronte ai suoi doveri genitoriali ma per continuare ad esercitare controlli sulla moglie, con la quale il figlio minore ha l'abitazione preferenziale;

- l'affidamento congiunto abbia fatto riprodurre le stesse relazioni di potere fra uomo e donna, costringendo la madre a continuare a mediare il rapporto tra padre e figli con la medesima intensità che si aveva in costanza di matrimonio, subendo tra l'altro una maggiore penalizzazione sul piano personale ed economico;
- molti genitori siano convinti che l'affidamento congiunto significhi che ciascuno, senza tener conto dell'altro e tanto meno del figlio, possa decidere in piena autonomia cosa far fare al bambino. Si arriva così al paradosso che, ad esempio, poiché la mamma ha iscritto il figlio a nuoto, il papà si senta leso nel suo diritto di decidere e, autonomamente, lo iscriva a judo: così il figlio farà un'attività quando è con la mamma e un'altra attività quando è con il papà, indipendentemente da ciò che è utile per lui e dalla stanchezza che può accumulare.
- alcuni padri poi chiedono l'affidamento congiunto per poter sostenere che, in questo modo, nulla devono dare all'altro per il mantenimento del figlio.

Se per condiviso si intende una forma di affidamento in base alla quale, anche dopo la separazione, i genitori rimangono entrambi responsabili dei figli, e pertanto le decisioni più importanti che riguardano i minori devono essere adottate di comune accordo, allora si deve rilevare che non ce n'è alcun bisogno, in quanto vi è già l'articolo 155 c.c. che lo prevede.
Tale norma infatti precisa e prevede che, in caso di affidamento monogenitoriale, "…le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i coniugi. Il coniuge cui non sono affidati i figli ha il diritto-dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione ."
Se affidamento condiviso significa invece che tutte le decisioni, non solo quelle tradizionalmente ritenute più importanti, come le scelte scolastiche, religiose e mediche, ma proprio tutte, comprese le modalità di vita, l'alimentazione, i viaggi, le compagnie da frequentare, le vacanze, le gite scolastiche, debbano essere prese dai genitori insieme, allora è evidente che per realizzarlo i genitori devono concordare precisi modi e limiti anche della propria vita personale: anzi, le loro abitazioni dovranno essere vicine (come non a caso prevedono le proposte di legge in esame) e la comunicazione tra loro dovrà essere quotidiana e di massimo reciproco rispetto.
Ed è allora evidente che tali presupposti sono realizzabili soltanto laddove c'è un consapevole e libero accordo dei coniugi : se tali scelte fossero invece imposte, verrebbe svuotato di contenuto il diritto alla separazione personale, da oltre mezzo secolo riconosciuto e garantito dal nostro ordinamento e da oltre venticinque anni concepito come mezzo di gestione autonoma della crisi coniugale attraverso la formula della separazione consensuale. Nel caso di contrasti tra i genitori l'affidamento congiunto è fonte di problemi e nessun vantaggio porta ai figli.

Spesso la separazione si determina per mancanza di comunicazione tra i coniugi ed a volte forti sono proprio i contrasti in ordine all'educazione dei figli. In questi casi l'affidamento congiunto/condiviso è solo fonte di ulteriori problemi, nessun accordo sarà possibile, ed inevitabile sarà il ricorso al giudice per ogni piccola decisione, senza tener conto poi delle ulteriori difficoltà che si pongono per far eseguire i provvedimenti che riguardano i figli affidati ad entrambi i genitori.

La stessa giurisprudenza ha osservato che "l'affidamento congiunto dei figli presuppone il massimo spirito collaborativo dei coniugi e pertanto deve escludersi la sua applicazione allorquando persistano contrasti tra i medesimi.
L'intesa genitoriale è talmente importante che il venir meno della volontà di uno dei coniugi di continuare nell'affido congiunto è stata ritenuta una circostanza sufficiente a giustificare il mutamento dell'affido da congiunto in esclusivo!
Per quella che è la mia esperienza, ma anche in base ai dati che emergono dalle ricerche, laddove c'è stata nel corso del matrimonio la partecipazione del padre alla cura ed alla educazione dei figli, tale ruolo non viene negato dalle madri, le quali anzi accettano con tranquillità, o esse stesse propongono, un affidamento congiunto ed una condivisione di tempi e responsabilità.
Non si può pensare (e non si possono illudere i cittadini) che sia la legge a trasformare un genitore biologico in un genitore responsabile!
L'affidamento congiunto rimane una scelta da compiere con autonomia ed autodeterminazione in quanto esige grande maturità e capacità dei coniugi di gestire i conflitti. Essendo fondato sulla piena disponibilità dei genitori, deve essere adottato solo su accordo delle parti e non può essere imposto né dal giudice né dalla legge!

Antonia Evangelisti

Mah, mah e arimah!
Ho evidenziato le parti di questa lettera che mi hanno suscitato come dire....ricordi.
Non vorrei sbagliarmi ma a me sembra un "copy & paste" di alcuni resoconti stenografici durante la discussione del PDL 66, diventata poi legge 54/2006!
Fate caso anche che la signora nel cercare di denigrare l'affido condiviso "imposto per legge" fa riferimento SEMPRE a disegni di legge "attualmente" in esame (riferito al periodo) del pdl 66!
Alcuni passagi di questa lettera sono pressoche' identici agli interventi in Aula da parte delle deputate di PRC e PDS dell'epoca, i temi sono quelli usati dalle deputate/i detrattori della legge in discussione in quel periodo...
Da ultimo, secondo la signora si svuoterebbe, con la legge sul condiviso, il diritto alla separazione ed alla autoderminazione della coppia, bene un privilegio ADULTOCENTRICO!
Ed il diritto soggettivo, indisponibile, del minore invece che fine fa?

 99 
 il: 09 Giugno, 2008 Ora esatta 14:54:07  
Iniziato da dadtux - Ultimo post da alfredo
Rispndete alla lettera come hanno già fatto molti di noi..............

 100 
 il: 09 Giugno, 2008 Ora esatta 13:28:41  
Iniziato da dadtux - Ultimo post da dadtux
E' stata pubblicata dal quotidiano Il Messagero e si trova qui:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=25395&sez=HOME_MAIL
Riproduco per comodità il testo:
Citazione
Affido condiviso dei figli: non va imposto per legge

Sono una comune cittadina, le riflessioni qui di seguito riportate sono il frutto del coinvolgimento in prima persona nel disastro quotidiano che sia io, che mio figlio ridotto allo stato Rom (di fatto senza fissa dimora 3 giorni con un genitore e 3 con l’altro), viviamo quotidianamente tra continui sopprusi e violenze celate, che questa legge ha prodotto; del resto i bambini non hanno diritti in questa legge a meno che il padre non sia un abusante o un drogato, per questo noi donne ritorniamo a mediare e soffocare la sofferenza che vediamo negli occhi dei nostri figli. Pura follia!

Sono profondamente indignata come donna e come madre nel leggere in continuazione le proteste di un piccolo gruppo di padri separati che lamentano l’impossibilita’ di vedere i propri figli e che hanno stravolto l’intera legislatura riguardante il tema in oggetto, e mi meraviglio ancor di piu’ di quanto noi donne ci rassegnamo come al solito a questa situazione quando ci sono applicazioni della legge che dimostra l’ esatto contrario. Siamo tornate all’ era dell’ illuminismo della caccia alle streghe. Mi piacerebbe che queste mie riflessioni siano lette attentamente, cosi’ come la mia ricerca a tal proposito.

Rispetto alle leggi precedenti, l'unica novità, peraltro meramente demagogica, apportata dalle proposte di legge attualmente in esame in sede referente è che non vi si parla più di affidamento "congiunto", bensì di affidamento "condiviso", il che, però, nulla cambia nella sostanza. Si tratta solo di un evidente escamotage per confondere le acque ed evitare l'automatico e corale risorgere delle numerose critiche che già erano state sollevate contro le proposte affacciate nella precedente legislatura dalle varie associazioni di avvocati di diritto di famiglia.

Debbo convenire che l'aggettivo "congiunto", e ancor di più quello "condiviso", dà serenità e piace: a chi pensa alla famiglia sempre unita, perché li rassicura sulle loro capacità genitoriali, ai padri - finalmente riconfermati nel ruolo che rivendicano, e persino alle madri, quelle che ancora non hanno sperimentato la separazione e che sperano, attraverso una simile forma di affidamento, di poter condividere il peso dell'educazione e della crescita dei figli. Sicuramente non piace alle persone che come me vive una situazione di separazione conflittuale, né agli psicologi dell'infanzia che queste situazioni devono curare. Non piace neppure agli operatori di diritto, qualcuno dice per la loro tradizionale incapacità a recepire il nuovo, per l'abitudine ad analizzare le parole, a confrontarle tra loro, con il timore che mal si coordinino con le norme del diritto, per la diffidenza nei confronti delle soluzioni "politiche" ed infine, molto meno nobilmente, perché la lite è per gli avvocati fonte di reddito e l'affidamento congiunto/condiviso, eliminando alla radice la conflittualità tra coniugi in ordine ai figli, riduce la lunghezza delle cause e conseguentemente i proventi degli avvocati.

Non condivido queste considerazioni e non credo che l'affidamento condiviso stabilito per legge sia la soluzione di alcun problema, per i seguenti motivi:
Fino al 1987 la questione dell'affidamento non si poneva, in quanto - essendo pacifico che, dopo l'interruzione della convivenza, il figlio non può essere contemporaneamente con il padre e con la madre - genitore affidatario diventava colui con il quale di fatto il minore continuava ad abitare; rarissimi erano i casi di affidamento del figlio al padre e la giurisprudenza era chiamata per lo più a risolvere le questioni attinenti alle modalità di frequentazione del genitore non affidatari.

Nella prassi, su accordo dei genitori, l'affidamento congiunto trova applicazione anche nell'ambito della separazione sin dal 1987, e già per questo non si spiega l'esigenza di una nuova legge che lo trasformi da possibile in obbligatorio (o meglio, con ciò si spiega che le finalità perseguite con l'affidamento condiviso obbligatorio sono ben diverse dalla dichiarata volontà di continuare ad essere "padri"! ). L'affidamento congiunto è reclamato a viva voce dalle associazioni dei padri separati, mentre il mondo femminile sottolinea che tuttora è la madre la figura di riferimento quotidiano dei figli e ritiene che l'affidamento condiviso possa essere disposto nei soli casi in cui entrambi i genitori lo richiedano concordemente e siano già presenti in modo continuativo e parimenti significativo nella vita dei minori.

La mia esperienza dimostra che:

-il coniuge separato pretende l'affidamento congiunto non per far fronte ai suoi doveri genitoriali ma per continuare ad esercitare controlli sulla moglie, con la quale il figlio minore ha l'abitazione preferenziale;

- l'affidamento congiunto abbia fatto riprodurre le stesse relazioni di potere fra uomo e donna, costringendo la madre a continuare a mediare il rapporto tra padre e figli con la medesima intensità che si aveva in costanza di matrimonio, subendo tra l'altro una maggiore penalizzazione sul piano personale ed economico;
- molti genitori siano convinti che l'affidamento congiunto significhi che ciascuno, senza tener conto dell'altro e tanto meno del figlio, possa decidere in piena autonomia cosa far fare al bambino. Si arriva così al paradosso che, ad esempio, poiché la mamma ha iscritto il figlio a nuoto, il papà si senta leso nel suo diritto di decidere e, autonomamente, lo iscriva a judo: così il figlio farà un'attività quando è con la mamma e un'altra attività quando è con il papà, indipendentemente da ciò che è utile per lui e dalla stanchezza che può accumulare.
- alcuni padri poi chiedono l'affidamento congiunto per poter sostenere che, in questo modo, nulla devono dare all'altro per il mantenimento del figlio.

Se per condiviso si intende una forma di affidamento in base alla quale, anche dopo la separazione, i genitori rimangono entrambi responsabili dei figli, e pertanto le decisioni più importanti che riguardano i minori devono essere adottate di comune accordo, allora si deve rilevare che non ce n'è alcun bisogno, in quanto vi è già l'articolo 155 c.c. che lo prevede.
Tale norma infatti precisa e prevede che, in caso di affidamento monogenitoriale, "…le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i coniugi. Il coniuge cui non sono affidati i figli ha il diritto-dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione ."
Se affidamento condiviso significa invece che tutte le decisioni, non solo quelle tradizionalmente ritenute più importanti, come le scelte scolastiche, religiose e mediche, ma proprio tutte, comprese le modalità di vita, l'alimentazione, i viaggi, le compagnie da frequentare, le vacanze, le gite scolastiche, debbano essere prese dai genitori insieme, allora è evidente che per realizzarlo i genitori devono concordare precisi modi e limiti anche della propria vita personale: anzi, le loro abitazioni dovranno essere vicine (come non a caso prevedono le proposte di legge in esame) e la comunicazione tra loro dovrà essere quotidiana e di massimo reciproco rispetto.
Ed è allora evidente che tali presupposti sono realizzabili soltanto laddove c'è un consapevole e libero accordo dei coniugi : se tali scelte fossero invece imposte, verrebbe svuotato di contenuto il diritto alla separazione personale, da oltre mezzo secolo riconosciuto e garantito dal nostro ordinamento e da oltre venticinque anni concepito come mezzo di gestione autonoma della crisi coniugale attraverso la formula della separazione consensuale. Nel caso di contrasti tra i genitori l'affidamento congiunto è fonte di problemi e nessun vantaggio porta ai figli.

Spesso la separazione si determina per mancanza di comunicazione tra i coniugi ed a volte forti sono proprio i contrasti in ordine all'educazione dei figli. In questi casi l'affidamento congiunto/condiviso è solo fonte di ulteriori problemi, nessun accordo sarà possibile, ed inevitabile sarà il ricorso al giudice per ogni piccola decisione, senza tener conto poi delle ulteriori difficoltà che si pongono per far eseguire i provvedimenti che riguardano i figli affidati ad entrambi i genitori.

La stessa giurisprudenza ha osservato che "l'affidamento congiunto dei figli presuppone il massimo spirito collaborativo dei coniugi e pertanto deve escludersi la sua applicazione allorquando persistano contrasti tra i medesimi.
L'intesa genitoriale è talmente importante che il venir meno della volontà di uno dei coniugi di continuare nell'affido congiunto è stata ritenuta una circostanza sufficiente a giustificare il mutamento dell'affido da congiunto in esclusivo!
Per quella che è la mia esperienza, ma anche in base ai dati che emergono dalle ricerche, laddove c'è stata nel corso del matrimonio la partecipazione del padre alla cura ed alla educazione dei figli, tale ruolo non viene negato dalle madri, le quali anzi accettano con tranquillità, o esse stesse propongono, un affidamento congiunto ed una condivisione di tempi e responsabilità.
Non si può pensare (e non si possono illudere i cittadini) che sia la legge a trasformare un genitore biologico in un genitore responsabile!

L'affidamento congiunto rimane una scelta da compiere con autonomia ed autodeterminazione in quanto esige grande maturità e capacità dei coniugi di gestire i conflitti. Essendo fondato sulla piena disponibilità dei genitori, deve essere adottato solo su accordo delle parti e non può essere imposto né dal giudice né dalla legge!

Antonia Evangelisti

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