News: In GALLERIA alcune foto della manifestazione di sabato 23 giugno 2007
 

Chat Box

...Sto caricando la SHOUTBOX...











Benvenuto, Visitatore. Per favore, effettua il login o registrati.
Hai perso la tua email di attivazione?

Login con username, password e lunghezza della sessione
06 Luglio, 2008 Ora esatta 01:29:07

Guarda i topics più recenti del forum
Pagine: 1 2 [3] 4 5 ... 10
 21 
 il: 29 Giugno, 2008 Ora esatta 15:32:53  
Iniziato da pensavodiessersolo - Ultimo post da pensavodiessersolo
Prima o poi Roberto  da Parma ci scriverà.
Roberto,separato per volere della moglie,vive in un garage.
Roberto ha un lavoro precario ma egualmente potrebbe prendersi cura del figlio 15enne.

I S. Sociali,denigrano il padre davanti al figlio sottolineando che Roberto non ha un lavoro stabile.
I S.Sociali,a quanto mi dice Roberto,vorrebbero che lo stesso firmasse una liberatoria per rinchiudere il 15enne in una comunità.


Roberto vorrebbe una sola cosa....avere il figlio e badare a lui.

 22 
 il: 29 Giugno, 2008 Ora esatta 09:50:31  
Iniziato da Alex - Ultimo post da SOLAR
E affrontiamolo il problema! perchè ci sta!

 23 
 il: 29 Giugno, 2008 Ora esatta 09:50:00  
Iniziato da Alex - Ultimo post da SOLAR
a parte l'anomia normativa -ogni cente territoriale decide se istituire o meno i registri -, perchè il vescovo deve ringraziare il sindaco per il fatto che non ha istituito il resistro delle coppie di fatto.

Perchè la chiesa si chiama in causa per i dico E NON GRIDA OGNI DOMENICA ALLO SCANDALO DI FAMIGLIE SVENTRATE DALL'INIQUITA' DELLA LEGGE, DELL'INGIUSTIZIA DEI MAGISTRATI, DALL'INDIFFERENZA DEI POLITICI.

Perchè il papa non esterna dal balone il proprio sdegno - sempre sempre sempre - acchè i bambini debbano essere sballottati a destra e manca, debbano divenire merce di scambio, debbano essere strumentali al ricatto.

Perchè la chiesa non vuole comprendere che se si continua a garantire alla donna casa soldi e figli  la famiglia finisce come istituzione.

Mi solletica come mai fini teologi, psicologi, sociologi. Illustri pensatori, maestri di diritto, canonisti non abbiano pensato a ciò. la tentazione è quella di credere che la garanzia contrattuale derivante dal matrimonio sia un forte catalizzatore verso il matrimonio. SE la donna perde la garanzia di fare tutti i uccellini (è proprio il caso!!!) suoi, quale motivo ci sarebeb di sposarsi? Non possiamo dire che le ipertutele sfacelano l'istituzione se è proprio l'obiettivo del matrimonio e perciò stesso il motore.

Mi verrebbe da dire: tranquilli c'è pur sempre la festa e l'abito bianco. Ancora non ci vogliono rinunciare!!!!!

 24 
 il: 29 Giugno, 2008 Ora esatta 09:40:57  
Iniziato da Alex - Ultimo post da SOLAR
Personalmente sono contro l'istituzione dei dico pacs e come dir si voglia soprattutto per i c.d. "etero".

Non lo sono contro per gli omoseessuali. Attenziomne. Non matrimonio, istituziona naturalmente destinata (?) alla procreazione e alla proliferazione del genere. (dovrebbe, no?).

Non vedo perchè un omosessuale che viene assistito dal compagno o dalla compagna in punto di morte deve lasciare tutto al nipote che lo schifa pure perchè ricchione. I dico sono giusti per gli omosessuali che hanno diritti, che hanno necessità di tutele.

Per le coppie comuni non ne vedo la necessità di creare un ibrido. Una miscela tra matrimonio e il nulla. se si vogliono diritti (perchè il problema e dei diritti sempre!) e obblighi si scelga il matrimonio, altrimenti ognuno libero. tantopiù che comunque talluni diritti vengono comunuque garantiti.

ma il punto è ....

 25 
 il: 29 Giugno, 2008 Ora esatta 09:35:06  
Iniziato da Alex - Ultimo post da SOLAR
http://www.golfogaetanews.com/news/index.php?option=com_content&task=view&id=1985&Itemid=1


Abolizione dei Dico, l'Arcivescovo di Gaeta ringrazia il sindaco Michele Forte       
Attualità - Formia 
Scritto da Marco Di Giorgio     
martedì 24 giugno 2008 
"La gratitudine ed il ringraziamento personale e della Chiesa tutta" sono stati espressi dall'arcivescovo di Gaeta, Mons. Fabio Bernardo D'Onorio, al sindaco Michele Forte ed ai consiglieri comunali di Formia che, il 18 giugno scorso, hanno votato, a stragrande maggioranza, la revoca della delibera n. 52 del 25 giugno 2007, istitutiva, presso l'anagrafe comunale, di un registro per le unioni di fatto.
"Puntuale, sottolinea il Vescovo, la determinazione adottata per la revoca, illustrata in aula dall'assessore ai Servizi Sociali, Giuseppe Treglia, in particolare nella considerazione che la materia è di esclusiva competenza statale". Attualmente, infatti, la famiglia è riconosciuta nell'ordinamento italiano come una "società naturale fondata sul matrimonio" e negando il carattere di famiglia in senso giuridico, ad ogni forma di convivenza che, pur socialmente accreditata, prescinda dal vincolo matrimoniale tra un uomo e una donna.

"La delibera precedente, aggiunge sempre Mons. Bernardo D'Onorio, poneva la città di Formia tra i pochi Comuni che avevano istituito dei registri non previsti da alcun dettato parlamentare. Ciò era stato motivo di grande dolore per il mio predecessore, Mons. Pier Luigi Mazzoni e per i sacerdoti tutti della forania di Formia, che avevano espresso, con un documento pubblico, il rincrescimento e la speranza che tale deliberato fosse rivisto dal Consiglio comunale della città, anche perchè rappresentava solo una bandiera innalzata per meri motivi ideologici".

 
 

 26 
 il: 29 Giugno, 2008 Ora esatta 09:30:25  
Iniziato da Alex - Ultimo post da SOLAR
Mi preoccupa un poco che taluni temi vengono per così dire "lasciati morire".

Durante il ventennio, allorquando la stampa era fortemente pilotata, le gerarchie decidevano financo "cosa dovesse essere notizia".

Certi aspetti li conosciamo anche noi. I silenzi stampa, i selenzi opportunità, i silenzi di ordine pubblico. Peraltro in un paese dove di libertà (vera) se ne parla da sempre ma la si attua poco.

Soprattutto quando si trattano temi scomodi. Almeno a capire qual è il tronaconto .... (principio edonistico) ....


 27 
 il: 29 Giugno, 2008 Ora esatta 09:23:45  
Iniziato da SOLAR - Ultimo post da SOLAR
http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_19/patto_ragazze_liceali_gravidanza_82933156-3e1d-11dd-




Errore:


la pagina che cercate non è stata trovata.


Se volete tornare alla homepage di Corriere.it cliccate qui




 28 
 il: 27 Giugno, 2008 Ora esatta 17:45:21  
Iniziato da pensavodiessersolo - Ultimo post da pensavodiessersolo
Pensavo di essere il solo ad aver avuto problemi con i S Sociali,ma a Milano,Monza,Roma,Napoli,Palermo,ho conosciuto tanti papà e tante storie più tristi della mia.

I servizi sociali hanno un solo obbiettivo: far passare tempo,mesi ,anni ed anni.
Il tempo che passa è un sicuro danno nei rapporti padre/figlio.
Questo danno,lo creano volutamente tribunali e S sociali.
I S. sociali sanno benissimo che il tempo che passa giocherà a tuo sfavore.


Tieniti pronto B81 perchè è in fase di preparazione un azione comune e contemporanea in più città Italiane nella prima quindicina di luglio.

Avevo prima mia madre che mi aiutava,ora sono io che purtroppo devo aiutare mia madre,non so proprio più come fare.
Spesso mia madre mi chiede di mio figlio,mi chiede perchè,mi ripete in continuazione che ha lavorato tanto per darmi quella casa che ora non è più mia.
Ora mia madre chiude gli occhi e parla da sola.......spero che continui a parlarmi.
E' da molto che ho superato i limiti.

 29 
 il: 27 Giugno, 2008 Ora esatta 16:55:40  
Iniziato da pensavodiessersolo - Ultimo post da BELLAMONTE81
Ragazzi!!fra un pò lo faccio anch'io...sono al limite, vuoi per il lavoro e questo che vi racconto!

martedì 17c.m., mi sono recato a Trento al tribunale dei minori, ho espresso richiesta per un percorso psicologico al P.M., che gentilmente mi ha redatto richiesta che ho firmato e che poi ha inoltrato alle  ciuccio !!
Da Trento a Cavalese ci sono 60km!!martedì 24c.m. ho telefonato alle poco accorte per sapere se avevano ricevuto la missiva, inalberate, scocciate e scioccamente mi hanno risposto che non serve a nulla comportarsi così perchè i ragazzi sono già grandi!!con diplomazia, ho risposto che se avessimo seguito un percorso prima, non sarei andato a Trento per sollecitare!!comunque, fra le latre cose già che ero dal P.M., ho richiesto gentilmente la copia della loro relazione fatta l'anno prima, spiegando al gentilissimo( smile (5))P.M., che le poco accorte non lo volevano fare,  con delle scuse da gallinacei tetraonidi!!In meno di un minuto avevo la richiesta, che ho mandato immediatamente alle  ciuccio !!a tutt'oggi, silenzio per e su tutti i fronti!! 36_1_6
Lunedì inizierò il tampinamento ancora, fino a che non avrò raggiunto lo scopo!!!! smile (43) smile (46) mafioso2

 36_3_11 36_1_12 CUORE IN FIAMME 36_3_12 smile (5)

Tantissimi auguri Sergio... 36_1_11 36_3_11 36_3_12

 30 
 il: 27 Giugno, 2008 Ora esatta 15:40:59  
Iniziato da pensavodiessersolo - Ultimo post da pensavodiessersolo
Da: fabio nestola <fabio.nest...@alice.it>
Data: Wed, 25 Jun 2008 01:04:08 -0700 (PDT)
Locale: Mer 25 Giu 2008 10:04
Oggetto: Re: Pappalardi,la giustizia non può solo dire SCUSA
Rispondi | Rispondi all'autore | Inoltra | Stampa | Messaggio singolo | Mostra originale | Segnala questo messaggio | Trova messaggi di questo autore
questo il comunicato stampa che la FeNBi ha preparato per la prossima
protesta di Sergio Nardelli
La posto in questo spazio perchè ci sono delle analogie col caso
Pappalrdi
-------------
Tragedia a Taranto: padre separato chiede il carcere come forma estrema di aiuto

Sergio Nardelli, 54 anni, separato e privato dei figli dal 2003, è ormai prostrato fisicamente e psicologicamente, vittima di una
persecuzione giudiziaria che dura ininterrottamente da 5 anni.
Mantiene i residui di quella tenace lucidità che gli ha consentito fino ad oggi di non soccombere al bombardamento vessatorio; oggi però lampeggia una sorta di spia che lo avverte di essere in riserva.
Si sente vicino - pericolosamente vicino -  al punto di rottura.
Sa che le sue risorse emotive non sono illimitate, quelle economiche gli sono state prosciugate da un pezzo, la sua forte capacità di ammortizzare le ingiustizie è stata ampiamente abusata, in tanti hanno attinto a piene mani alla sua onestà, alla pazienza, al suo equilibrio psicologico; ha pagato colpe dimostratesi inesistenti mentre i reali responsabili continuano a rimanere impuniti.
Il padre è sempre il primo contro cui puntare il dito, anche quando è totalmente estraneo agli episodi dei quali viene accusato; Paolo Onofri era il primo indiziato per la morte del figlio Tommy,  Azuz era il principale indiziato per la strage di Erba … la lista è infinita …
In tanti si sono tolti la vita per l’onta di false accuse, e già successo a Modena, Vercelli, Roma; poi la Giustizia ha riabilitato la
memoria di un innocente, ma solo quando era troppo tardi anche per chiedere scusa
L’accanimento contro Nardelli ricorda tanto, fin troppo, la vicenda di Gravina di Puglia, il recente caso di malagiustizia nel quale
l’inadeguatezza della magistratura si è manifestata attraverso l’accanimento giudiziario nei confronti ancora una volta di un padre,
capro espiatorio ideale per mascherare gravissime lacune investigative.

Da Gravina a Taranto il passo è breve, non solo geograficamente.
Sergio Nardelli, nonostante tutto, non trama vendette nei confronti di un sistema al quale si è rivolto con fiducia e che come unica risposta lo ha annientato socialmente, emotivamente ed economicamente.
Anni ed anni di persecuzioni immotivate non accendono in lui il dubbio - almeno apparentemente - che la giustizia funzioni male, non funzioni affatto, o sia ostaggio dei grossolani limiti di qualche magistrato in malafede e/o farcito di preconcetti – in entrambe le ipotesi gravemente inadeguato al ruolo, che richiederebbe serenità di giudizio ed imparzialità come prerequisiti indispensabili..
Almeno apparentemente, Sergio non perde fiducia in un sistema che ha saputo solo dargli un calvario senza fine, non si adegua alla percezione dilagante di cronico scollamento fra aspettative della cittadinanza e risposte delle istituzioni.
Sergio Nardelli si rivolge ancora una volta alla Giustizia, chiedendo la forma più estrema di aiuto.
Vuole andare in prigione, questa volta non a causa di accuse costruite a tavolino come accadde nel 2004, ma dietro esplicita richiesta.
Se lasciato libero, “sente” ormai di essere un cittadino a rischio.
Potrebbe compiere un gesto estremo, poco importa se verso se stesso o verso altri; vuole quindi evitare che accada l’irreparabile.
Ma tra le righe del suo appello è facile leggere il reale stato d’animo di un padre al quale tribunali e servizi sociali offrono
unicamente soluzioni insostenibili: disperazione, rassegnazione, perdita dei figli.
Sergio non chiede più “datemi giustizia”, ha smesso di illudersi che possa accadere; chiede “abusatene ancora, come avete già fatto”, ma almeno che l’ingiustizia venga utilizzata per metterlo in condizioni di non nuocere, da solo sente di non potercela più fare.
Non servirebbe a nulla il pietoso intervento di qualche psicologa della ASL, nessun servizio sociale potrà mai convincerlo che è giusto accettare di perdere “serenamente” figli, salute, dignità.
Visto che in questo curioso Paese c’è un’enorme differenza fra avere fiducia nella giustizia e riuscire ad ottenerla realmente, Sergio
chiede una misura fino ad oggi inesistente di carcerazione preventiva:
la chiede ad istanza di parte, in assenza di reato.
Non dovrebbe essere difficile: in assenza di reato il carcere lo hanno già conosciuto in parecchi, da Enzo Tortora a Filippo Pappalardi.


Non sappiamo che genere di risposte istituzionali riceverà l’appello di Sergio Nardelli, se mai ne riceverà.
Se poi dovesse accadere qualcosa di grave, magari qualcuno si affretterà a capovolgere il rapporto causa-effetto:  “Visto che ha
combinato? Abbiamo fatto bene a togliergli i figli, era pazzo!”
Nessuno dirà che è impazzito perché gli hanno tolto i figli, è più conveniente osservare il contrario: facile, comodo e funzionale alla
legittimazione del sistema.
E’ una strategia diffusissima di stravolgimento della realtà, si attiva per ogni episodio di cronaca nera che coinvolge genitori
separati.
L’individuo al momento del raptus omicida è sicuramente folle, ma la domanda da porsi è un’altra: era folle di suo, o qualcosa ha
costruito, alimentato ed infine scatenato la sua follia?
Le pulsioni criminali erano nel suo DNA, quel giorno avrebbe comunque compiuto una strage? Oppure l’accanimento giudiziario e l’interruzione forzata del progetto genitoriale hanno generato una spirale di disperazione senza uscita, fatalmente destabilizzante?
Se il padre di Gravina si fosse suicidato, a cosa sarebbe servito dire sulla sua tomba “avevi ragione tu, ma la giustizia è lenta a capire”
Se Nardelli dovesse puntare un’arma contro i giudici o contro se stesso, a cosa servirebbe poi dirgli “scusa, ci siamo sbagliati”?
Il sistema-giustizia continua a sentirsi, e proclamarsi, esente da colpe; se accade qualcosa di grave la molla scatenante deve essere individuata esclusivamente nella mente delle persone perseguitate.
Il divorzificio innesaca farfalle quotidianamente, in maniera subdola, strisciante, occulta. Prima o poi qualcuna esplode
Il sistema non lo ammetterà mai, ma le sue colpe sono grandi almeno quanto la mano che dalla malagiustizia viene armata.


Sergio Nardelli non è "sfortunato", non è un caso isolato: mille genitori subiscono ogni giorno persecuzioni di ogni genere, proprio ad opera del sistema che dovrebbe garantire giustizia


Federazione Nazionale Bigenitorialità

Pagine: 1 2 [3] 4 5 ... 10



Box Messaggi

...Sto caricando la SHOUTBOX...











Powered by SMF 1.1.2 | SMF © 2006-2007, Simple Machines LLC
Traduzione Italiana a cura di SMItalia
Pagina creata in 0.146 secondi con 17 queries.