.... dall'ex, se non può intraprendere attività lavorativa.
ROMA 4 Marzo 2010 - dal sito di notizie.virgilio.it - Ha diritto all'assegno di mantenimento dall'ex la casalinga di mezza età che soffre di depressione. È quanto si evince da una sentenza della Corte di cassazione, con la quale la prima sezione civile ha respinto il ricorso di un uomo che doveva versare un mantenimento di 700 euro al mese in favore della moglie, 55enne, senza titolo di studio e con problemi di depressione.
" .. donne separate .... si rivolgono alla Caritas per indigenza economica, mentre tra
gli uomini ci sono più situazioni di separati o divorziati tra i senza
dimora. Più o meno le situazioni si equivalgono”.
Roma 4 Marzo 2010 - www.affaritaliani.it - Nonostante negli ultimi tempi si senta parlare sempre più spesso di padri separati come nuovi poveri, in Italia sono ancora le donne separate o divorziate, più degli uomini, a soffrire le difficoltà economiche, specie se con figli a carico e con lo spettro della disoccupazione alle spalle. È il quadro che emerge dal più recente rapporto Caritas-Zancan su povertà ed esclusione sociale in Italia, uno studio realizzato su un campione di 80 mila persone delle 600 mila che in tutt’Italia si rivolgono ai centri d’ascolto delle Caritas diocesane. Anche se di poco, infatti, sono più le donne divorziate o separate degli uomini a rivolgersi ai centri di ascolto Caritas. Tra gli italiani che hanno chiesto aiuto, infatti le donne sono il 19,2%, mentre gli uomini il 16,1%.
Cassazione: scopre che non è suo figlio? Deve comunque mantenerlo. Fino alla sentenza di disconoscimento
6 Marzo 2010 -di Roberto Cataldi - www.studiocastaldi.it - Chi è tenuto agli obblighi di assistenza famigliare non se ne può sottrarre per il solo fatto di aver scoperto che il minore non è il proprio figlio. Lo afferma a chiare note la Corte di Cassazione spiegando che l'obbligo del mantenimento dura fino a quando "la paternita' non sia disconosciuta nelle forme di legge, ossia fino a quando non sia passata in giudicato la sentenza del giudice civile che accolga la domanda giudiziale".
... non si fa un “dispetto” all’ex-marito o alla ex moglie ma si fa un
danno a quel minore che è definito come “l’unica ragione di vita” e,
spesso, la motivazione della battaglia giudiziaria ....
10 Febbraio 2010 - di Sara Pezzuolo- Dal sito persona e danno - Proprio perché si registrano lacune in tal senso (un esempio per tutti il tempo trascorso con l’uno piuttosto che con l’altro genitore), la sottoscritta ha voluto porre attenzioni a quelle situazioni in cui una delle figure genitoriali risulta assente o carente per “scelta” dell’altro genitore osservando che, ad essere penalizzati, sono proprio quei figli che si dice d voler tutelare.
Quello che sembra sfuggire è che punendo un padre o una madre per un comportamento non condiviso, una separazione non accettata, etc. in realtà non si fa un “dispetto” all’ex-marito o alla ex moglie ma si fa un danno a quel minore che è definito come “l’unica ragione di vita” e, spesso, la motivazione della battaglia giudiziaria.
Le detrazioni d’imposta Irpef per i figli a carico possono essere ripartite tra i due genitori in due soli modi: o metà della detrazione ad ogni genitore (50% a testa) o l’intera detrazione al solo genitore che ha il reddito più elevato (100% a chi ha il reddito più alto).
La scelta dipende, in primis, dall’accordo o meno tra i due genitori ed, in secondo luogo, dalla convenienza fiscale della scelta.
Se i genitori vanno d’accordo tra di loro (indipendentemente dal rapporto legale che c’è tra di loro), la scelta dipende unicamente dal maggiore o minore vantaggio fiscale, le detrazioni infatti diminuiscono al crescere del reddito e occorre effettuare il calcolo di quale delle due soluzioni sia più vantaggiosa.
Maurizio Quilici nel 1988 ha
fondato l’ISP,il primo Istituto di Studi sulla Paternità.
ROMA febbraio 2010 -
Collana:
Le terrepp. 570 -
euro 19,50In libreria: 29 gennaio 2010
Ricchissima è la letteratura sul rapporto madre-figlio. Molto più scarsa quella sulla relazione tra un padre e la sua prole. Elemento di spicco nell’organizzazione della famiglia e della società, un padre oggi deve necessariamente ripensare il proprio ruolo, a cavallo tra due opposti eccessi: essere assente o diventare un “mammo”, un surrogato della presenza femminile.
Convegno a due anni dalla pubblicazione della lettera ai separati da parte del Card. Tettamanzi “Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito”.
Milano Sabato 13 febbraio 2010 - ore 9,30 -17,00 – Sala provincia di Milano via Vivaio 1
Di questa forte ed importante lettera molto si è parlato in convegni ed incontri, molto è stato scritto sui giornali: ne hanno parlato sacerdoti, teologi, magistrati, avvocati, mediatori familiari, “coppie Solo qualche volta la voce dei separati si è sentita in televisione dove noti personaggi dello spettacolo, lamentavano di non poter accostarsi al sacramento dell’eucarestia per il matrimonio della figlia o per la prima comunione o la cresima del nipote.
Anche in Lombardia una casa per l'accoglienza dei padri separati in difficoltà economiche.
Milano 4 Febbraio 2010 - mondobimbiblog - Per tutti i papà separati o divorziati che hanno bisogno di aiuto a Milano (sono circa cinquantamila secondo la stima dell’associazione matrimonialisti italiani) si sta realizzando la Casa del papà separato.
Un centro da 160 posti letto, con camere singole o doppie, con la mensa, un piccolo giardino e una biblioteca, il tutto in via Calvino zona Mac Mahon. I papà che ci adranno a vivere dovranno pagare una sorta di affitto sociale di circa 150 euro.
Sono senza lavoro, pagano il mutuo e un nuovo affitto: in aumento gli uomini costretti a elemosinare un letto
Milano 4 febbraio 2010 - (Giulia Floris e Francesco Gilioli (Rcd) corriere.it ) - Si separano, perdono il lavoro, devono trovarsi una nuova casa, pagano il vecchio mutuo e un nuovo affitto e spesso non possono vedere i figli. Qualcuno finisce male. La fotografia dei padri separati è impietosa: pochissime luci, molte ombre sinistre. «Su 650 posti letto nelle nostre strutture – racconta a Rcd padre Clemente Meriggi, presidente della fondazione Fratelli di San Francesco che a Milano gestisce alcune strutture per il ricovero dei senzatetto – 80 sono occupati da padri italiani separati».
ADIANTUM intenterà causa Civile collettiva al Ministero della Giustizia. ( Vai alla Class Action)
ROMA 17 Gennaio 2010 - ADIANTUM.IT - La mancata vigilanza sulla puntuale e
omogenea applicazione, nei tribunali, della L. 54/2006 (c.d. Affido
Condiviso), il conseguente danno esistenziale causato a bambini e
genitori, nonchè i negativi effetti patrimoniali, derivanti dalle
lunghe e costose battaglie giudiziarie sostenute dai genitori al solo
scopo di ottenere un diritto la cui applicazione è invece prevista per
legge, sono alla base della azione collettiva che ADIANTUM intenterà al
Ministero della Giustizia. Ma c´è di più.
Si comunica a tutti gli iscritti che è attivo il servizio Segreteria al n. 0815564398 tutti i giorni lavorativi dalle 9:00 alle 12:00.
Inoltre dal Lunedì al Venerdì dalle ore 16.00 alle 19.00 è possibile parlare con la nostra Psicologa in sede e online.
ma anche al mio divorzio ce ne era un...
Cortesemente se fosse possibile esser...
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E' solo questione di soldi, č solo qu...